I Social e Trump: il deplatforming non cancella la polarizzazione

Gli account social di Donald J. Trump sono stati silenziati, ma il trumpismo è più che vivo mai e si riflette nella capacità di coinvolgimento delle pagine Facebook che sostengono il presidente uscente degli Stati Uniti.

Trump deplatforming polarizzazione

Sui social media la libertà di espressione deve avere un limite?

L’esigenza delle piattaforme di promuovere una “conversazione sana” può prevalere sull’interesse pubblico a conoscere l’opinione di un uomo politico?

Queste domande esistono da tempo. Hanno generato e continueranno a generare un dibattito acceso quanto infinito, caleidoscopico per punti di vista possibili e conclusioni.

L’irruzione violenta di Capitol Hill avvenuta lo scorso 6 gennaio sembra però aver prodotto un punto di svolta irreversibile. Sappiamo ora che le piattaforme sono pronte ad assumere decisioni estreme.

Tuttavia, anche alla vigilia dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, tutte le domande restano aperte. Non soltanto quelle sulla legittimità e sull’opportunità della sanzione verso gli account social di Donald J. Trump, ma anche sull’efficacia in sé della decisione assunta.

Trump e la sua attività social rappresentano plasticamente l’esistenza di una forte polarizzazione nella società statunitense. È questa diminuita, su Facebook, dopo la sospensione della pagina di Trump? Stando ad alcuni dati, sembrerebbe di no.

Trump è scomparso, ma il trumpismo è ancora sulla piattaforma, più vivo che mai per utenti, interazioni e relazioni.

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Fare giornalismo su Instagram: sei progetti da seguire

La definitiva maturazione dell’audience di Instagram si riflette anche nella nascita e nella crescita di progetti editoriali di informazione, concepiti e sviluppati all’interno della piattaforma stessa.

Giornalismo su Instagram

Si può fare giornalismo su Instagram?

Si possono produrre e diffondere contenuti informativi su una piattaforma caratterizzata da formati “effimeri” e che tuttora viene spesso associata soltanto all’intrattenimento?

La risposta è sì.

Su Instagram si può fare giornalismo e ci si può attendere che vi siano sempre più utenti interessati a ricevere notizie e discuterne all’interno della piattaforma stessa. Anche qui, in Italia. A dimostrarlo è il lavoro che vi stanno realizzando alcuni reporter e redazioni.

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Biden-Trump su Twitter: la rilevanza ha prevalso sulla pervasività

Dalla sfida americana arriva una lezione antica ma attualissima: sui social media non vince chi comunica tanto, ma chi parla quando ha qualcosa da dire

Trump Biden pervasività vs rilevanza

Donald Trump, l’uomo che voleva farsi presidente con i tweet.

Tra le cose per cui i quattro anni di presidenza di Donald Trump verranno ricordati non potrà senz’altro mancare Twitter, per la funzione che il leader repubblicano ha attribuito a questa piattaforma nella sua strategia di comunicazione.

Studiare alcuni dati di interazione di Twitter degli ultimi sei mesi può dunque essere prezioso per avere spunti sul ruolo che è realmente possibile attribuire alla piattaforma e sul suo utilizzo più corretto. Leggi tutto “Biden-Trump su Twitter: la rilevanza ha prevalso sulla pervasività”

Più competenze, meno vanità: Linkedin non è Instagram

INTERVISTA | Su Linkedin riponiamo aspettative e bisogni, ma siamo davvero sicuri di usarlo bene? Ne ho parlato con Mirko Saini, esperto e formatore sugli utilizzi più avanzati della piattaforma.

Social Recap - intervista a Mirko Saini su Linkedin

Circa 14 milioni di iscritti, un incremento del 16% negli ultimi 2 anni: in Italia, Linkedin è uno dei social media a crescita più consolidata. Vi riponiamo aspettative di nuove opportunità professionali e bisogni di crescita della nostra cerchia di contatti di lavoro.

Eppure, quanti direbbero di averlo saputo usare bene finora?

Quanti si definirebbero soddisfatti della propria esperienza su questa piattaforma?

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Il design del testo: 10 consigli sulla scrittura on line

Scrivere on line richiede empatia con il lettore: ecco perché un testo destinato al web è un oggetto di design.

Il design del testo

Lo facciamo sempre.

Presentazioni, email a colleghi e clienti, post sui social per i nostri canali personali o per le pagine aziendali, messaggi dallo smartphone per motivi privati o di lavoro.

Scriviamo di continuo.

Ogni giorno digitiamo pensieri, concetti, indicazioni, descrizioni. Quello di cui forse non siamo consapevoli è che scrivere è un atto sempre più contaminato. Non ha più a che fare solo con la lingua, ma anche con il design del testo.

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Twitter vs Trump: una guerra che richiede trasparenza e coraggio

A pochi mesi dalle presidenziali è guerra aperta tra Donald Trump e Twitter. In ballo c’è la natura stessa dei social media e il loro ruolo nel dibattito pubblico.

Twitter versus Donald Trump

“Get the facts about the mail in ballots”, scopri i fatti riguardanti il voto per posta.

Attorno a questa frase, che Twitter ha apposto alcuni giorni fa su un post di Donald Trump, si è innescato lo scontro più aspro che si ricordi tra un leader politico mondiale e un social media.

La battaglia che si è aperta è epocale e alla piattaforma di Jack Dorsey richiederà uno sforzo considerevole di trasparenza e coraggio nelle proprie scelte.

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Web marketing e Covid-19, Sportelli: “Ora curare fiducia e connessione”

INTERVISTA | L’emergenza del coronavirus ha prodotto uno scenario nuovo per aziende e professionisti: ne discutiamo con Alessandro Sportelli, esperto di Web Marketing.

Immagine intervista Sportelli

Due mesi di chiusura totale per molte attività commerciali. Consumi mediatici stravolti. Impatto di lungo periodo su molti business.

Il Covid-19 è uno shock di sistema che ha prodotto uno scenario nuovo per aziende e professionisti.

Quali indirizzi operativi possiamo trarre da quanto accaduto?

Ne discutiamo con uno dei più importanti esperti italiani di web marketing: Alessandro Sportelli. Autore, imprenditore, animatore di comunità digitali dedicate alle strategie di vendita on line.

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Tik Tok, i brand alla prova della Generazione Z

INTERVISTA | La crescita esponenziale di Tik Tok, la cultura digitale della Generazione Z, i rischi e le opportunità per i brand: ne parliamo con Federico Rognoni, social media manager specializzato su questa piattaforma.

Intervista a Federico Rognoni

Il rapporto Social Media Trends 2020, pubblicato come ogni anno da Hootsuite, lo dice chiaramente. “Tik Tok ha messo al volante la Generazione Z”, quella dei nati dal 1997 in poi, per intenderci. Adesso sta ai brand decidere se allacciare le cinture. Se il loro target è in quella fascia d’età, questa nuova piattaforma video può rappresentare una grande opportunità di visibilità, e in parte già anche di contatto.

Ma Tik Tok non è solo questo. Le clip, i live, la partecipazione alle challenge, l’età media giovanissima degli utenti, ci raccontano anche di un’applicazione ad alto tasso di accesso quotidiano e in cui la percentuale di creatori di contenuto è elevata.

Ne ho parlato con Federico Rognoni, classe 2000, studente di Economia, social media manager specializzato su Tik Tok, in un’intervista che fa il punto su ciò che le aziende interessate devono fare e mette a confronto l’approccio alla dimensione digitale di due generazioni diverse.

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Usa 2020, su Facebook Biden e Trump come David e Golia. Ma la sfida è aperta

A meno di sei mesi dalle presidenziali Usa, il distacco tra Donald Trump e Joe Biden sulla piattaforma social decisiva sembra incolmabile. Ma se il candidato dem riesce a portare il rivale sul suo terreno argomentativo, l’ipertrofia comunicativa di Trump diventa un problema e Facebook può rivelarsi un alleato prezioso.

Trump Biden Facebook

“Joe Biden deve darsi una mossa”. Nell’ultimo numero della sua newsletter Francesco Costa ha sottolineato senza mezzi termini la lentezza con cui il candidato presidente democratico sta approcciando alla fase cruciale per il voto di novembre. Nonostante le difficoltà e le contraddizioni evidenti della gestione Trump dell’emergenza Coronavirus, per ora la campagna presidenziale democratica non è decollata.

Tra i fattori evidenziati c’è anche il differenziale delle audience sui canali social dove, sostiene il vicedirettore del Post, “lo svantaggio da colmare è mastodontico”.

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Il tono di voce della scienza sui social: perché non è tempo di sarcasmo

Il coronavirus ha fatto emergere l’esigenza di saper comunicare la scienza, eppure i social pullulano di post sarcastici degli esperti. Qual è il tono di voce giusto in questa fase?

Tono di voce della scienza sui social

La conferenza stampa delle 18, le polemiche tra virologi sui social media, le persone comuni alle prese con un tema enorme come la gestione della pandemia.

L’emergenza del coronavirus ha portato al centro dell’attenzione l’esigenza di saper comunicare la scienza, di costruire una relazione tra esperti e cittadini.

Alcuni risvolti a cui ho assistito in queste settimane mi hanno riportato la mente a un episodio di qualche anno fa. Voglio partire da lì.

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