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Il leader e i Social, Palmieri: “Berlusconi non ama esibire il suo privato, Salvini sì”

Intervista ad Antonio Palmieri, esperto di marketing politico e responsabile delle campagne elettorali di Silvio Berlusconi dal 1993: la leadership politica e i social media.

Antonio Palmieri è un deputato di Forza Italia ed è uno dei più importanti esperti italiani di marketing politico tradizionale e on line. E’ stato a fianco di Silvio Berlusconi in tutte le sue campagne elettorali e pertanto, in occasione delle elezioni del 4 marzo, è stato alle prese con una delle più ardue sfide di comunicazione: traghettare un leader fortemente identificato con la tv, la regina dei media tradizionali, nell’era della propaganda politica via social media.

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Le ONG e l’odio sui Social, Action Aid: “Su Facebook le persone scelgono da che parte stare”

Le ONG e i Social Media al tempo delle fake news e dell’hate speech: intervista a Paolo Chiovino, Head of Digital Communication Action Aid Italia.

Diffusione di notizie false.

Hate speech, ovvero odio, insulti, violenza verbale.

Fortissima polarizzazione delle opinioni politiche, favorita anche dall’algoritmo.

Una policy di piattaforma ancora inefficace e a tratti paradossale, per la quale, ad esempio, una foto di nudo “viola gli standard della comunità”, mentre un contenuto xenofobo è ammesso in nome della libertà di espressione.

Facebook è da mesi nell’occhio del ciclone perché è il luogo dove più chiaramente emergono le controindicazioni della disintermediazione digitale, e per chi comunica valori come Solidarietà, Accoglienza, Apertura al diverso, la piattaforma di Mark Zuckerberg non dev’essere certamente un luogo facile per raccontarsi. Ne ho parlato con Paolo Chiovino, Head of Digital Communication Action Aid Italia, affiliata italiana di ActionAid, una ONG internazionale operante in 66 paesi.

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Social Media, Cepernich: “Caratterizzeranno la comunicazione politica per molto tempo”

“Non si tornerà indietro dal nuovo assetto dei media. Ma il consenso, populista o no, non può essere inteso semplicemente come il prodotto di tecniche e di tecnologie”

Grandi Capitali della disinformazione e della propaganda.

Piattaforme sovranazionali che possiedono i nostri dati e sono in grado di condizionare democrazie ed elezioni.

Mezzi di comunicazione in cui la gerarchia delle fonti viene sovvertita dall’orizzontalità della relazione e dalla disintermediazione della notizia.

Dalla vittoria di Donald Trump all’ascesa dei movimenti populisti in Europa, i nuovi media sono sempre più spesso indicati quali responsabili del sommovimento politico cui assistiamo. Colpevoli della catastrofe secondo molti, alfieri del cambiamento per altri.

Dov’è il punto di equilibrio da cui analizzare il nuovo panorama comunicativo?

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Tre provocazioni sulle social analytics da Rock’n Blog di Skande

Cos’è veramente l’engagement, quanto contano i numeri, a cosa servono i contenuti: tre provocazioni di Social Media Analytics da Rock’n Blog di Riccardo Scandellari

 

L’engagement sui social significa contare i “mi piace”?

Essere un influencer vuol dire avere tanti follower?

E quanti ne servono, per definirsi tale?

L’avvento dei social nel panorama mediatico ha imposto domande come queste, in tanti luoghi. Nel marketing, nel business, nel giornalismo, ultimamente anche nella politica. E perfino nella quotidianità stessa di tante persone che nel web 2.0 hanno visto un’opportunità di rilancio professionale.

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“No social, no government”: i social media e la PA secondo Roberto D’Alessio

Intervista a Roberto D’Alessio, Social Media Strategist di Roma Capitale

“Over sixty digital native and social media strategy comunicazione della pubblica amministrazione #interazione #innovazione …no #social? no government”

Si racconta così Roberto D’Alessio sulla bio del suo account professionale su Twitter, ed in effetti le sue risposte non tradiscono le aspettative: social media strategist di Roma Capitale, D’Alessio è di fatto un impiegato pubblico atipico per certi versi e tradizionalista per altri, un innovatore istituzionale. Leggi tutto ““No social, no government”: i social media e la PA secondo Roberto D’Alessio”

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Salvini e Facebook: lasciate perdere i russi e leggete i dati

Per capire il successo su Facebook della pagina di Matteo Salvini, più che evocare la Spectre degli hacker russi bisogna chiedere i dati e saperli leggere.

“Quanto è potente la pagina Facebook di Matteo Salvini?”

“Quanta visibilità riesce a dargli?”

“Quanto sta influenzando gli italiani?”

Dal 4 marzo, buona parte del sistema mediatico italiano si arrovella anche su questo, avanzando le ipotesi più disparate, talora fantasiose. Leggi tutto “Salvini e Facebook: lasciate perdere i russi e leggete i dati”

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La bolla Twitter: 50 profili e 2 bot da seguire per renderla interessante

Twitter è una “bolla”, dicono in tanti: qui cinquanta profili e due bot utili per renderla almeno interessante e plurale.

Un bacino d’utenza stagnante, scarsa capacità di innovare l’interfaccia, accuse frequenti di essere brodo di cultura di fake news, hate speech, trolling e manipolazione.

Ha ancora senso avere un account su Twitter?

Chi scrive ritiene di sì, per tre motivi. 

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Share e commenti: più dei like. Così scali l’algoritmo Facebook

“Tu quanti fan hai?”

In principio, l’ossessione era il numero dei fan di pagina.

Erano loro la prima metrica su cui veniva valutata ogni attività su Facebook. Si facevano campagne ads anche costose e a target generalista pur di acquisirne il più possibile. Gli aspiranti influencer ne acquistavano a pacchi in modalità ambigue e alla lunga del tutto deleterie per i loro canali e per la loro credibilità. Era tutto un “Tu quanti fan hai?”, come se la pubblicazione di contenuti su Facebook fosse l’invio di una newsletter. In realtà è stato così per ben poco tempo. Leggi tutto “Share e commenti: più dei like. Così scali l’algoritmo Facebook”

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La guerra giusta di Twitter ai profili fake

Twitter sta sospendendo milioni di profili fake ed è una buona notizia: anche a costo di perdere utenti, punta alla qualità della piattaforma

Alcune settimane fa, su Twitter, ho avuto una conversazione con un giornalista riguardante lo stato di salute della piattaforma di San Francisco.

In un suo tweet aveva osservato la comparsa di una serie di account e di commenti ai suoi tweet ogniqualvolta nominasse un determinato personaggio politico.

Nel thread generato da questo tweet, interessante e partecipato, sono seguite da parte mia alcune domande, per capire meglio si trattasse di automazione o di profili rispondenti a persone vere.

In un tweet sostenevo: “il fatto che siano network di persone reali è in sé un punto positivo per la piattaforma”. E dunque ora non posso che applaudire alla notizia diramata alcuni giorni fa dal Washington Post: negli ultimi due mesi, Twitter ha sospeso più di 70 milioni di account. Leggi tutto “La guerra giusta di Twitter ai profili fake”

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Denigrare i Social via Social: il vezzo dei benpensanti. Ma c’è un altro modo

“I social media sono il terreno dell’effimero e del futile, sono le autostrade dell’odio in rete, sono luoghi perfetti per manipolare e disinformare”: sicuri che denigrarli sia l’unico modo per cambiare le cose? Forse c’è un altro modo, ad esempio Parole Ostili

“La nuova folla si chiama sciame digitale e ha caratteristiche che la differenziano radicalmente dal classico schieramento dei molti, vale a dire dalla folla. L’anima raduna e unisce: lo sciame digitale è composto da individui isolati. Gli abitanti digitali della rete non si riuniscono: manca loro la spiritualità del riunirsi, che produrrebbe un Noi. I loro modelli collettivi di movimento sono, in analogia con gli sciami costituiti da animali, assai fugaci, instabili e contraddistinti dalla volatilità”.

Sono ormai cinque gli anni trascorsi dalla sua pubblicazione, ma “Nello sciame”, saggio del filosofo sudcoreano Byung Chul Han, mostra intatto il suo fascino e la sua attualità.

Le sue tesi sulla barbarie della vita in rete, provocatorie ed elegantemente formulate, trovano di continuo nuovi epigoni: alcuni (pochi) brillanti come il maestro, altri (molti di più) semplici ultras dei media tradizionali.  Leggi tutto “Denigrare i Social via Social: il vezzo dei benpensanti. Ma c’è un altro modo”

Elezioni 2018 e Facebook: Salvini e Di Maio hanno puntato su foto e video

Sono Matteo Salvini e Luigi Di Maio i leader che hanno utilizzato maggiormente il “visual content” nella campagna elettorale 2018: sono loro, infatti, ad aver fatto uso più alto numero di foto e video su Facebook dal 28 dicembre 2017 al 2 marzo 2018.

Nel portare avanti il monitoraggio #RecapElezioni18, ho posto sotto osservazione una gran quantità di parametri, non soltanto su Twitter ma anche su Facebook. Ed è in tal senso significativo rilevare il diverso utilizzo dei visual asset condotto dai leader sulla piattaforma social di Mark Zuckerberg, in primis sotto un profilo quantitativo. Leggi tutto “Elezioni 2018 e Facebook: Salvini e Di Maio hanno puntato su foto e video”