Se Twitter fosse lo specchio della realtà

15 febbraio 2018: i riscontri di engagement su Twitter di Carlo Calenda fanno quasi pensare che la sua mancata candidatura sia stata per il Pd un’occasione persa

Twitter non è rappresentativo delle intenzioni di voto, dell’andamento delle forze in campo durante la campagna elettorale, né del gradimento reale che i cittadini hanno delle proposte dell’uno o dell’altro.

Lo stesso RecapElezioni18 è un esperimento di monitoraggio delle strategie e dei contenuti dei tweet dei leader di questa campagna elettorale, non un sondaggio. Se lo fosse, sarebbe inevitabile chiedersi quale chance persa sia la mancata candidatura del ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda.  Il suo utilizzo della piattaforma ha infatti riscontri sempre positivi e, degli attori in campo nel centrosinistra, Calenda forse ad oggi sembra quello meglio in grado di sfruttare la velocità e l’orizzontalità di Twitter nello scontro dialettico. Le sue metriche di follower base, engagement e interazioni ben rappresentano la costanza di questo trend.

Sul piano più strettamente politico, molto interessante l’utilizzo molto più costante che di Twitter sta facendo negli ultimi giorni il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, in piena fase di contrattacco sullo scandalo dei mancati rimborsi. L’hashtag #Convergisuldimezzamento è uno dei più visibili tra quelli rilevati nel monitoraggio, complice anche la strategia di RT che tutto il Movimento 5 Stelle mette in campo nell’occasione e che vale a Di Maio il primato dei RT ottenuti nella giornata.

Dal punto di vista delle metriche quantitative, al solito intensa l’attività di Silvio Berlusconi, il cui staff non manca di postare sui social anche le note maggiormente “di colore” dei suoi interventi.

Per sapere cos’è Recap Elezioni 18, leggi qui.

Marco Borraccino

@borraccinomarco

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