RecapElezioni18: persistenza e egemonia sui temi, così Lega e M5S hanno vinto su Twitter (e nell’urna)

Occupare la piattaforma con i propri temi. Postare quotidianamente, per orientare il dibattito e influenzare non solo gli elettori, ma anche gli avversari. Ottenere engagement sui social per scalare gli algoritmi ed occupare lo spazio di discussione pubblica.

A due mesi dal voto per le elezioni politiche e con le consultazioni ormai in stallo, rimetto mano al format #RecapElezioni18 per fare un riassunto di quanto monitorato in campagna elettorale e trarne alcune indicazioni finali. Riflessioni di metodo e di merito: sulla comunicazione politica a cui abbiamo assistito e sull’uso dei social media da parte dei principali protagonisti del voto del 4 marzo 2018, in particolar modo di Twitter.

Ricapitoliamo brevemente le “regole del gioco” alla base del monitoraggio (pubblicate anche qui, all’inizio delle pubblicazioni su questo blog):

  • L’esperimento ha avuto luogo tra il 15 gennaio e il 2 marzo (47 giorni in tutto)
  • E’ stato reso pubblico attraverso infografiche di riassunto della giornata precedente, postate ogni giorno sull’account Twitter Social Recap e, nelle ultime quattro settimane di campagna elettorale, pubblicate anche in un articolo quotidiano di commento su questo blog, reperibile nella categoria #RecapElezioni18
  • Il campione di osservazione è stato costituito da undici account twitter dei principali leader politici dell’ultima campagna elettorale
  • Sono state analizzate quotidianamente le performance social dei canali Twitter in oggetto, nello specifico:
    • quantità di tweet pubblicati;
    • quantità di RT ottenuti;
    • engagement degli account osservati
    • interazioni degli account osservati
  • Sono stati individuati i top content della giornata, i top tweet per engagement, distinti in due categorie: tweet solo testuale e tweet con immagine
  • Sono stati indicati, quotidianamente, i tre temi o hashtag più importanti emersi nei tweet a più alto engagement nella giornata.

Su tutto ciò che riguarda l’analisi delle performance social quantitative, è stato utilizzato il tool Fanpage Karma. Sull’ultimo punto dell’elenco, di natura tematica, l’analisi è qualitativa ed è frutto esclusivamente della mia personale osservazione quotidiana dei tweet a più alto engagement segnalati dal tool.

E riassumiamo qui gli obiettivi che erano alla base dell’analisi:

  • Insight strategici. Monitorare l’utilizzo di Twitter da parte dei leader ha significato cercare elementi di valutazione sul tipo di campagna elettorale che i leader stavano svolgendo: sui social ma non solo. Con quale frequenza pubblicavano, con quale stile comunicativo, che tipo di temi prediligevano, quale lessico emergeva, quale strategia politica e mediatica era alla base dei loro tweet.
  • Insight di engagement e di sentiment. Quali segnali mandava l’engagement su Twitter? Il social dei cinguettii non è certamente quello più frequentato in Italia, ma ha al suo interno una platea politicamente interessata e polarizzata e il segmento dei giornalisti è, tra gli utenti, estremamente rappresentato. Per un personaggio pubblico, twittare significa immettere nel sistema mediatico un contenuto che possa essere recepito e fatto circolare in tempi rapidi. E monitorare i risultati di engagement ha significato per me provare ad avere, con tutte le cautele del caso, anche possibili segnali di sentiment all’interno di Twitter. Arrivo a questa considerazione perché, al netto dei sospetti esistenti sull’utilizzo di account bot nelle campagne elettorali, quando si tratta di politica gli utenti retwittano quasi esclusivamente contenuti in cui si riconoscono. Pertanto anche i RT possono essere significativi, su un arco di tempo sufficientemente ampio, del consenso esistente sulla piattaforma per un leader o per un’opinione.
  • Insight sui temi: di cosa si parlava, giorno per giorno, in campagna elettorale? Quali erano i temi di maggior successo su Twitter? Era, questa, la parte più personale dell’analisi e quella meno basata sulle metriche quantitative: tuttavia mi premeva molto far emergere anche questo aspetto, per avere un’idea almeno approssimativa delle parole e degli argomenti che componevano il discorso pubblico su Twitter in giorni concitati e importanti per il futuro del Paese.
#RecapElezioni18: il metodo

Rivediamo qui le tre infografiche principali che componevano l’analisi quotidiana e che venivano allegate al tweet di recap, prendendo quelle relative al 25 febbraio 2018.

Prima infografica

Nella parte sinistra della prima infografica venivano riportati i due tweet che, secondo il tool Fanpage Karma, avevano ottenuto più RT e Like nella giornata precedente. Sono i due “top tweet della giornata”, indicati per categoria: tweet testuale e tweet con visual (immagine o video).

Nella parte destra, sono invece indicati i tre temi (in alcuni casi veri e propri hashtag) che sono presenti negli altri tweet a più alto engagement della giornata precedente: è un’analisi qualitativa, manuale, frutto di un mio ragionamento fatto ogni mattina durante la campagna elettorale di fronte ai dati di Fanpage Karma; non dunque un risultato diretto del tool. Nella parte bassa della parte destra, gli hashtag maggiormente citati nella giornata precedente: questo è invece il risultato di un’analisi quantitativa del tool. Come si nota, molto spesso l’utilizzo dell’hashtag non è tematico ma legato a eventi televisivi in cui è stato effettuato un live-twitting, pertanto quel che ne risulta è inservibile in un’analisi politica.

Seconda infografica

Nella seconda infografica sono stati riportati i due istogrammi risultanti dall’analisi quotidiana effettuata direttamente dal tool: il canale Twitter che aveva pubblicato più tweet il giorno prima e quello che aveva ottenuto più RT.

Terza infografica

Nella terza infografica, altri due istogrammi derivanti dal monitoraggio di Fanpage Karma: i top account per engagement e il top account per interazioni generate nella giornata precedente. L’engagement è inteso come più alto rapporto tra RT+Like e base follower; l’interaction come più alto rapporto tra RT+Like+click+replies e base follower.

I risultati finali di #RecapElezioni18

Procediamo ora all’esposizione dei dati definitivi del monitoraggio: verranno indicati gli account che, per ogni parametro del monitoraggio, sono risultati “top” nel monitoraggio e, come ultimo punto, verranno esposti i dati ragionati di quanto emerso dall’analisi qualitativa dei temi.

Leader #RecapElezioni18 per più alto numero giornate nei top tweet testuali: ex aequo Laura Boldrini e Matteo Salvini

Questo parametro era riportato quotidianamente nella parte sinistra della prima infografica (vedi sopra). A conti fatti, Laura Boldrini e Matteo Salvini sono risultati i politici monitorati che, più spesso, hanno pubblicato il top tweet testuale di giornata (nove giornate per ciascuno). Per il leader della Lega questo risultato riflette una strategia di presenza costante sulla piattaforma e sui trending topic di giornata; è un dato che si integra perfettamente anche con le prossime infografiche.

Per quanto riguarda invece la ex presidente della Camera, è un dato che ben evidenzia il punto d’arrivo di un progressivo percorso di avvicinamento ai linguaggi social compiuto dalla ex Presidente della Camera: non a caso si tratta, di tweet testuali, che non richiedono capacità particolari di costruzione di contenuto, quanto invece abilità nella sintesi di un messaggio politico tempestivo ed efficace.

I leader non menzionati nel grafico (Luigi Di Maio, Pietro Grasso, Silvio Berlusconi) non sono mai riusciti a pubblicare un top tweet testuale nei 47 giorni monitorati.

Leader #RecapElezioni18 per più alto numero giornate nei top tweet con immagine: Matteo Salvini

Leader che più spesso ha pubblicato il top tweet con immagine di giornata: prima infografica pubblicata quotidianamente, sempre sulla parte sinistra parte sinistra. Qui la musica cambia, perché siamo di fronte a un utilizzo evoluto e consapevole della potenzialità dei social. In questo caso, Matteo Salvini è stato di gran lunga il politico più presente in questa casella dell’infografica di giornata (16 giornate su 47 totali del monitoraggio). Lo segue Luigi Di Maio (13 giornate) che, a fronte di un utilizzo non altrettanto pervasivo della piattaforma, ha saputo assestare i top tweet giusti al momento giusto, facendo leva sulla folta community di militanti 5 Stelle presenti su Twitter.

I leader non menzionati nel grafico (Emma Bonino, Silvio Berlusconi, Paolo Gentiloni) non sono mai riusciti a pubblicare un top tweet con immagine nei 47 giorni monitorati.

Leader #RecapElezioni18 per numero di giornate con più alto numero tweet pubblicati: Matteo Salvini

Primo parametro della seconda infografica: chi ha pubblicato più tweet nella giornata. E questo istogramma riassume i giorni in cui i leader indicati sono risultati essere coloro i quali hanno pubblicato il più alto numero di contenuti (tweet) rispetto ai competitor. A risultare top leader in questa categoria è Matteo Salvini (18 giornate in tutto sulle 47 monitorate), seguito da Silvio Berlusconi (16 giornate). E’ una metrica che ha che fare con un elemento caratterizzante di ogni strategia di presenza social media: la consistency, la densità del proprio flusso comunicativo, quella che richiede una pubblicazione di contenuti costante nel tempo. In termini assoluti, è Silvio Berlusconi ad aver pubblicato più tweet nell’ultima campagna elettorale, e a maggior ragione non è casuale che in questa speciale gradutoria sia però superato dal suo alleato di coalizione. Salvini è stato infatti persistente e ha intensificato la pubblicazione in alcune giornate particolari, assicurandosi non solo di essere costante, ma di essere più presente dei suoi competitor sulla piattaforma dei cinguettii in alcune giornate chiave della tornata elettorale. Salta agli occhi l’assenza del candidato premier del PD Matteo Renzi in questa categoria: non menzionati in questo grafico, oltre lui (perché mai primi in questo parametro) anche Luigi di Maio, Paolo Gentiloni, Giorgia Meloni.

Leader #RecapElezioni18 per numero di giornate con più Retweet: Matteo Salvini

In questa infografica vediamo invece per quanti giorni, dei 47 totali, il singolo leader sia stato in grado di ottenere il più alto numero di Retweet rispetto ai competitor (riportata ogni giorno nella parte destra della seconda infografica). Questo parametro evidenzia con ancor più efficacia fino a che punto il leader della Lega sia stato in grado di staccare gli avversari sulla piattforma Twitter: su un totale di 47 giornate monitorate, Salvini si è segnalato come il leader con il più alto numero di Retweet nella giornata per ben 33 volte. Seguono, a distanza, Luigi Di Maio (5 giorni) e Matteo Renzi (4 giorni). Tale potenza di fuoco non si traduce soltanto, banalmente, in metriche di engagement molto positive per il canale di Salvini, ma anche in elevata capacità di diffondere il proprio messaggio sul feed della piattaforma, di posizionarlo costantemente in alto nell’algoritmo, e quindi, come vedremo più avanti, influenzare il dibattito pubblico con temi affini al proprio messaggio.

I leader non menzionati nel grafico (Paolo Gentiloni, Silvio Berlusconi, Laura Boldrini, Pietro Grasso) non sono mai riusciti a essere top account per RT ottenuti nella singola giornata.

Leader #RecapElezioni18 per numero di giornate come top TW account per engagement: Carlo Calenda

Terza infografica del tweet quotidiano Recap Elezioni 18, parte sinistra. Prima ancora di commentare i risultati di questo istogramma di sintesi, intendiamoci su un punto: cos’è l’engagement? Come ne deve aver tenuto conto Fanpage Karma nel consegnarci questi risultati? Si intende, qui, il rapporto tra RT e Like ottenuti nella singola giornata e il proprio numero di follower su Twitter. Ecco perché troviamo avanti gli account di due leader, Carlo Calenda e Silvio Berlusconi, che non hanno avuto in termini assoluti un numero di Retweet paragonabile a quello di Matteo Salvini, né una community di follower molto alta: entrambi però, in termini relativi, hanno saputo utilizzare Twitter in modo ingaggiante. Dunque su 47 giorni totali monitorati, Carlo Calenda è risultato top leader per engagement per 20 volte, risultando così top account in questa categoria, seguito da Silvio Berlusconi (13 giornate). Particolarmente significativo il risultato di Calenda che, unico sostanzialmente tra i leader monitorati, ha utilizzato Twitter per dialogare continuamente con la propria fan base, rispondendo e retwittando, esaltando così la funzione “social”, orizzontale della piattaforma.

Meno rilevante, a mio parere, il risultato di Berlusconi, che vantava di una popolarità di partenza molto più alta rispetto a quella del ministro allo Sviluppo, e che ha ottenuto quote di engagement rilevanti su una follower base piccola e stimolata con un flusso di tweet molto persistente, generata nei frequenti livetwitting delle sue comparsate televisive.

I leader non menzionati nel grafico (Laura Boldrini, Luigi Di Maio, Paolo Gentiloni, Pietro Grasso, Giorgia Meloni, Matteo Renzi, ) non sono mai riusciti a essere top account per engagement nella singola giornata.

Leader #RecapElezioni18 per numero di giornate come top TW account per interazioni: Danilo Toninelli

Ultimo parametro: parte destra della terza infografica allegata al tweet quotidiano. Stessa premessa del paragrafo sopra: cosa si intende per interazioni secondo quanto rilevato dal tool Fanpage Karma? Il più alto rapporto tra RT+Like+click+replies e base follower dell’account Twitter. Su 47 giorni totali monitorati, Danilo Toninelli è risultato top leader per interazioni per 27 volte, risultando così top account in questa categoria, seguito da Carlo Calenda (13 giornate). Seppur a fronte di una quantità di tweet pubblicati meno consistente di quella di Matteo Salvini, il parlamentare M5S è riuscito a far leva costantemente sulla vasta community grillina presente su Twitter e i suoi post hanno generato in maniera continua discussioni e interazioni, ad un tasso costantemente alto. Questa capacità di mobilitazione dei militanti pentastellati su Twitter ha avuto, come vedremo, dei riflessi diretti anche sui temi e gli hashtag che hanno caratterizzato la campagna elettorale.

I leader non menzionati nel grafico (Laura Boldrini, Emma Bonino, Pietro Grasso, Giorgia Meloni, Matteo Renzi) non sono mai riusciti a essere top account per interazioni nella singola giornata.

#RecapElezioni18: i temi dei tweet dei leader nella campagna elettorale

Di cosa si è parlato nella giornata di ieri, nei tweet dei leader? Quali sono i tre temi, o hashtag con cui riassumere i tweet a più alto engagement della giornata appena trascorsa? Il parametro della parte destra della prima infografica pubblicata ogni giorno era, tra tutti, l’unico derivante da un’analisi soggettiva, se vogliamo arbitraria. Ne sono derivate 141 menzioni, ovviamente con alcune parole o hashtag a più alta ricorrenza (immigrazione e Flat Tax, ad esempio): nella word cloud qui sopra troviamo rappresentati i dati aggregati. A un primo sguardo, un riassunto efficace dell’ultimo mese e mezza di campagna elettorale: ci sono, ad esempio, leader oggetto essi stessi di dibattito (Salvini; Boldrini; Di Maio), trending topic occasionali (Amazon; Macerata; Erdogan), campagne di alcune liste o leader (antifascismo; Convergi sul dimezzamento).

Provando però a passare a una word cloud più ragionata, possiamo avanzare alcune ipotesi di respiro più ampio sui temi e l’egemonia esercitata da singoli leader e dalle loro liste.

La macro-categoria Immigrazione, intesa come menzione del topic e di suoi derivati semantici come “clandestini” o “stop invasione”, risponde al 15% degli argomenti dei tweet a più alto engagement pubblicati dai leader.  Sarebbe in assoluto, nel dato aggregato, il tema più “pesante”. Segue poi l’aggregato M5S e suoi temi, che peserebbe per il 13% e che contiene hashtag del partito (Rally; Convergi sul dimezzamento; parlamentarie), temi legati al movimento, di sentiment negativo e positivo (rimborsopoli; governo 5 stelle) e anche la figura stessa del candidato premier (Di Maio). Temi, keyword e hashtag che sono stati oggetto di menzione anche di tweet ad alto engagement degli avversari del movimento. C’è poi la macro-categoria del Lavoro (11%): dentro cui ci sono le vertenze su cui si sono espressi molti leader (Embraco; Amazon), c’è la precarietà ed altro ancora. E poi seguono, con la medesima percentuale del 10%, l’Europa, le Tasse e la macro-categoria Salvini e i suoi temi, perché tale è stata la pervasività del leader leghista e la polarizzazione che egli stesso ha generato nel dibattito, che di fatto la sua persona ha cannibalizzato il partito, e dunque è stato il nome del candidato premier, l’hashtag #Salvini molto spesso, a imporsi nei tweet degli altri leader (si veda ad esempio l’accesa rivalità con la presidente della Camera Boldrini. Staccata la macro-categoria Pd e suoi temi (7%), di pari peso alla Memoria Storica (in cui c’è tutta la campagna sull’antifascismo portata avanti dagli esponenti LeU ma anche le Foibe, di cui ha discusso Giorgia Meloni). E risultano infine residuali altri temi come la Violenza politica (5%), gli Scenari Post-voto (4%), le Donne, i Rifiuti e i Servizi pubblici (3% ciascuno).

Il dato che appare senz’altro significativo è la sostanziale avversità del dibattito pubblico a temi e argomenti del centro sinistra. La somma delle macrocategorie Immigrazione, M5S e suoi temi e Salvini e suoi temi risponde al 38% dei temi di dibattito a più alto engagement tra i tweet dei leader. Se consideriamo che su Lavoro, Tasse ed Europa le posizioni del centrodestra erano rappresentate molto frequentemente, con una potenza di fuoco comunicativa maggiore a quella del centrosinistra, come abbiamo visto negli istogrammi sopra, e spesso anche con ottimi riscontri di engagement, possiamo ben intuire fino a che punto lo spazio pubblico sia stato occupato da argomentazioni ostili al Pd e alla sinistra.

Allo stesso risultato di occupazione dello spazio di dibattito della piattaforma arrivano i tweet dei leader del Movimento 5 Stelle, i quali riescono a mobilitare la loro community con campagne specifiche (il dimezzamento dei parlamentari, il vincolo di mandato), fanno parlare di sé stessi gli altri leader generando agenda-setting (Di Maio, rimborsopoli, governo 5 stelle) e assestano poi il colpo giusto sul finire della campagna elettorale, con l’evento mediatico della presentazione della lista dei ministri.

Conclusioni di #RecapElezioni 18

Su Twitter:

  1. Vince chi occupa la piattaforma con i propri messaggi, attraverso quantità, autenticità e una community costruita nel tempo. Dunque sono fondamentali non solo la coerenza e la semplicità nei messaggi, ma anche la percezione di autenticità e credibilità nella comunicazione social: ecco perché, a parità di impegno, la presenza pervasiva di Salvini è ben più efficace di quella dell’alleato di coalizione Berlusconi.
  2. Vince chi impone i propri temi, quindi chi fa parlare di sé, chi porta gli altri sul proprio terreno di scontro: lo abbiamo visto fare tanto a Salvini quanto a Di Maio.
  3. Vince la consistency: la densità della propria presenza. La continuità paga.
Appendice: i tweet contro i competitor

Come  hanno dibattuto su Twitter  i leader? Come si sono confrontati gli uni con gli altri? I social hanno senz’altro amplificato una campagna elettorale combattuta e cruenta. Qui ad esempio un top tweet di Matteo Salvini contro il Movimento 5 Stelle.

Qui invece alcuni tweet di Di Maio e Toninelli sui propri avversari, del Pd e di centrodestra.

Infine, non mancano naturalmente anche tweet molto aspri di Calenda e Renzi verso i propri avversari.

 

Marco Borraccino

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