Coronavirus | Per Conte quasi 2 milioni di fan in più su Facebook. Lo voteranno?

Dall’inizio dell’emergenza la fan base della pagina Facebook di Giuseppe Conte è cresciuta del 171%, acquisendo in due mesi più di un milione ottocentomila nuovi fan. Si tradurranno in voti?

Conte, 2 milioni di fan in più su Facebook | Social Recap

“Il Presidente del Consiglio parlerà stasera in diretta Facebook”.

Una delle cornici narrative dell’emergenza del coronavirus sono stati senz’altro i Facebook Live di Giuseppe Conte. Prima contestati, poi invece quasi “richiesti” a tutela della par condicio.

Le dirette Facebook: una scelta discussa

“No alla diretta Facebook, perché si tratta di comunicazione istituzionale” hanno protestato molti all’indomani del messaggio notturno di sabato 21 marzo, quando ci furono critiche anche sul ritardo della messa in onda del live. Una sottolineatura polemica sulla scelta della piattaforma giunse perfino da Matteo Salvini, leader che certo non trascura i social media:

E tutti ovviamente ricordiamo anche la polemica opposta di venti giorni dopo, che ha visto protagonista il direttore del tg La7 Enrico Mentana: “se avessi saputo che il Presidente del Consiglio avrebbe attaccato gli avversari, non avrei mandato la conferenza stampa anche in diretta televisiva”.

Insomma, in quella che Daniele Chieffi ha definito la prima crisi di comunicazione globale esplosa nell’Infosfera, il mezzo è stato parte del messaggio e ha polarizzato gli addetti ai lavori in favorevoli e contrari.

L’obiettivo di questo articolo non è analizzare la bontà o meno della scelta del Facebook Live.

Da comunicatore, personalmente ritengo legittimo e funzionale il ricorso a una piattaforma cui, in condizioni normali, si connettono 36 milioni di italiani al mese.

Piuttosto opinabile, forse, la scelta dell’account da cui trasmettere la diretta. Esiste da tempo una pagina Facebook istituzionale, verificata e ufficiale, “Palazzo Chigi – Presidenza del Consiglio dei Ministri. E un live da quell’account sarebbe risultato, in alcuni frangenti, maggiormente allineato a un tono comunicativo istituzionale e inclusivo.

Ma quello che esamineremo qui sono i flussi di fan e di interazioni sulla pagina Facebook di Giuseppe Conte negli ultimi due mesi, ovvero dalla vigilia del primo caso di Covid 19 a Codogno, a oggi, domenica 18 aprile. Tenteremo di interpretare i significati dei dati e le reali prospettive che possono indicare.

Sulla comunicazione politica sui social, ma anche su cosa Facebook è diventato nel periodo del coronavirus.

Negli ultimi due mesi la pagina Facebook di Giuseppe Conte è cresciuta di quasi 2 milioni di fan

Crescita assoluta fan Facebook politici durante il coronavirus
Crescita assoluta fan base su Facebook di Giuseppe Conte e dei suoi principali competitor. Tool Fanpage Karma, periodo 19 febbraio 2020 – 18 aprile 2020.

1.815.219 nuovi fan di Conte: una crescita del 171%

La pagina Facebook del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 19 febbraio aveva 1.073.107 fan. Oggi ne ha 2.882.326, il 63% dei quali acquisito negli ultimi due mesi.

Fan base Facebook principali leader politici italiani
Fan base dei principali leader politici italiani al 18 aprile 2020 (Tool Fanpage Karma)

In sostanza, dall’inizio dell’emergenza del coronavirus a oggi la fanbase della pagina Facebook di Conte è triplicata.

I key moment della crescita: le dirette Facebook

Crescita Fanbase Facebook dei politici italiani - crescita nel tempo
Andamento della crescita delle fan base dei leader politici italiani dal 19 febbraio 2020 al 18 aprile 2020.

Tre, in particolare, sono i picchi della crescita dei fan e tutti corrispondono ad altrettante dirette Facebook trasmesse dalla pagina di Conte: 11 marzo (+ 296.231 fan, il giorno dopo), 21 marzo (+ 449.281 fan), 10 aprile (+ 136.623 fan).

Ricerche su google trends dirette Facebook di Conte
Google Trends: i tre momenti di picco di ricerche “diretta Facebook Conte” corrispondono alle tre dirette più importanti e alle tre giornate nevralgiche nell’acquisizione di fan.

Guardando al grafico della ricerca “Diretta Facebook Conte” su Google Trend, si intuisce quale potrebbe essere stata una delle possibili dinamiche di contatto (e forse acquisizione fan) tra persone, contenuto live e pagina.

  1. I media e il word of mouth degli utenti diffondono la notizia della diretta Facebook di Conte
  2. Gli utenti cercano su Google
  3. Trovano il contenuto e la pagina

Molto probabilmente è una dinamica di contatto che può essersi verificata anche a ritroso: il live è appena avvenuto, non l’ho seguito, quindi lo cerco su Google e atterro sulla pagina Facebook.

Nell’ecosistema digitale, iperconnesso per sua natura, una stessa notizia può rimbalzare di media in media e il suo riverbero ha un’altissima rapidità di diffusione, non attribuibile a un singolo social.

Oltre un 1.200.000 follower su Instagram: + 142% in due mesi

Crescita follower base Conte durante il coronavirus
La crescita della follower base dell’account Instagram @giuseppeconte_ufficiale secondo il tool Ninjalitics

È importante in ogni caso rilevare anche che, nei due mesi che stiamo osservando, Conte è cresciuto esponenzialmente anche su Instagram, più che raddoppiando la sua follower base. Il 19 febbraio aveva una follower base di 497.688 account, oggi ne ha 1.207.219: 706.742 follower in più, una crescita del 142% (Fonte: Ninjalitics). Un segno di enorme visibilità mediatica, registrato su una piattaforma abitata da un’audience anagraficamente più giovane rispetto a Facebook.

I numeri delle dirette di Conte raccontano cos’è Facebook oggi in Italia

Dario Adamo, social media manager del presidente del Consiglio,  intervistato su questo blog alcuni mesi fa, su mia richiesta ha accettato di darmi visibilità dei Facebook insights delle due dirette “chiave” di questo periodo: quella del 21 marzo e l’altra del 10 aprile. Le trascrivo qui.

Il Facebook Live di Conte del 21 marzo: quasi 10 milioni di persone raggiunte, oltre 6 milioni di visualizzazioni

  • Persone raggiunte 807.785
  • Visualizzazioni 275.205
  • Interazioni (un click sul post, di qualsiasi tipo) 949.013
  • Reactions
    • Like 606
    • Love 697
    • Ahah 2616
    • Wow 1917
    • Sigh 6992
    • Grrr 6959
  • Commenti 544
  • Condivisioni 754

Il Facebook Live di Conte del 10 aprile: più di 11 milioni di persone raggiunte, la stessa audience della finale di Sanremo

  • Persone raggiunte 184.541
  • Visualizzazioni 776.588
  • Interazioni (un click sul post, di qualsiasi tipo) 799.863
  • Reactions
    • Like 339
    • Love 522
    • Ahah 141
    • Wow 4235
    • Sigh 6174
    • Grrr 479
  • Commenti 764
  • Condivisioni 270

Da notare in quest’ultimo live, molto contestato perché trasmesso anche in diretta tv e caratterizzato dagli attacchi a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, l’elevato numero di reazioni connotate da una forte empatia del pubblico con la posizione di Conte (la reaction “love”, oltre 660mila)

Ma più di tutto, si tratta di dati che ci raccontano cos’è diventato Facebook.

Una piattaforma che, a determinate condizioni, è in grado di raggiungere in Italia un’audience di più di 11 milioni di persone con un unico contenuto.

Per capire la proporzione, è lo stesso numero di persone che hanno assistito alla finale del Festival di Sanremo dell’8 febbraio 2020.

Naturalmente sussiste una differenza rilevante e va sottolineata. Nel caso del mezzo televisivo, si tratta di spettatori contemporaneamente sintonizzati su un programma. Ed è questo che rende la tv, tuttora, la regina indiscussa dei media. Inoltre, le persone raggiunte da un video su Facebook (la cd reach) non corrispondono con chi ne ha poi effettivamente fruito.

In ogni caso si tratta di un dato indiscutibilmente significativo sui comportamenti mediatici degli italiani, anche perché rilevato in un live, quello del 10 aprile, che non era stato trasmesso esclusivamente su Facebook.

E gli altri?

Mentre Giuseppe Conte sceglieva di comunicare dalla propria pagina Facebook nei momenti più cruciali dell’emergenza, i diretti competitor cosa facevano? Di certo, non latitavano dalla piattaforma.

Tutti hanno usato Facebook più del Presidente del Consiglio

Numeri di post pubblicati su Facebbok dai leader politici durante il coronavirus
Grafico quantitativo sul numero dei post pubblicati su Facebook dai leader politici italiani dal 19 febbraio 2020 – 18 aprile 2020, numero assoluto e per post.

Tutti gli altri principali attori nazionali della politica hanno pubblicato più post su Facebook rispetto a Giuseppe Conte.

Engagement assoluto post politici italiani durante il coronavirus
Grafico quantitativo sui numeri assoluti di reactions, commenti e shares ottenuti dai leader politici italiani su Facebook dal 19 febbraio 2020 al 18 aprile 2020.

Quasi consequenziale il risultato sull’engagement, che in numeri assoluti sorride quasi sempre a Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Engagement per post leader politici italiani su Facebook duante il coronavirus
Grafico quantitativo sui numeri di reactions, commenti e shares divisi per numero di post pubblicati ottenuti dai leader politici italiani su Facebook dal 19 febbraio 2020 al 18 aprile 2020.

Il quadro naturalmente cambia completamente se chiediamo al tool di valutare l’engagement per post.

E lì l’impatto di sentiment e attenzione che in questo momento riesce a generare la pagina Facebook di Giuseppe Conte è perfettamente visibile.

Non esiste nessuna Bestia

Numeri che confermano anche che, come ho sempre sostenuto su questo blog, le interazioni ottenute dalla pagina Facebook di Matteo Salvini non derivano da complotti internazionali o da software fantascientifici, ma da una deliberata scelta strategica di cavalcare certi umori del Paese con una pubblicazione costante, pervasiva, spregiudicata per temi e tono di voce.

Ma a certe condizioni, su Facebook gli stessi risultati si possono raggiungere anche in un modo diametralmente opposto, generando un impatto altrettanto significativo.

Non esiste, quindi, nessuna Bestia. Esistono persone e strategie di comunicazione.

Ci si concentra spesso su ciò che Facebook può fare per influenzare ciò che avviene nel mondo fisico. Molto meno su ciò che Facebook intercetta e che sta già avvenendo.

Si guarda a Facebook e ai social media come alla causa dell’innalzamento della temperatura. È più affidabile e utile considerarli un termometro.

I fan di Facebook si trasformano automaticamente in voti?

Veniamo alla domanda finale, quella che ci si pone sempre parlando di comunicazione politica su Facebook: avere più fan su Facebook significa avere più elettori dalla propria parte?

È molto presto per dirlo.

Siamo infatti in un contesto emergenziale del tutto inedito e alterato dalle circostanze, sia per la quotidianità anomala generata dalla quarantena che per il mutamento dei consumi mediali.

Alcuni giorni fa una ricerca condotta dall’Osservatorio nazionale sulla comunicazione digitale di PA Social e Istituto Piepoli sottolineava che “l’emergenza Coronavirus ha cambiato radicalmente la nostra vita quotidiana: l’80% degli italiani considera molto utile l’utilizzo di social network e chat per comunicare con le istituzioni e ricevere informazioni e servizi. Il 68%, praticamente 7 su 10, è favorevole all’utilizzo dei social per dare comunicazioni pubbliche ai cittadini”.

Cosa rimarrà dopo?

Quanti di coloro che in questo periodo sono diventati “fan” di Giuseppe Conte lo sostengono politicamente e quanti invece hanno semplicemente voluto “dire” a Facebook che vogliono ricevere le comunicazioni della sua pagina?

I numeri di crescita delle audience Facebook e Instagram di Conte ci danno senza dubbio una misura della centralità mediatica che in questo periodo ha ottenuto.

Sappiamo ad esempio, dal grafico riportato sopra di Google Trends, che le dirette Facebook di Conte hanno generato un alto volume di ricerche esattamente nei momenti corrispondenti alla più alta acquisizione dei fan.

Ma per ora non abbiamo elementi per tradurre i “mi piace” in intenzioni di voto.

“Non esiste un nesso causa-effetto tra comunicazione e voto”

In proposito era intervenuto in un’intervista su questo blog anche Cristopher Cepernich docente e direttore dell’Osservatorio di Comunicazione Politica dell’università di Torino.

“Non è possibile stabilire nessun nesso causale tra l’efficienza e l’efficacia comunicativa di una campagna e il comportamento di voto. Quest’ultimo è fenomeno troppo complesso”, sostiene Cepernich.

“È il prodotto di una enorme quantità di variabili (culturali, economiche, generazionali, religiose, ecc.) che non può in alcun modo essere ridotto alle esposizioni mediatiche”.

Marco Borraccino

@borraccinomarco

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