Contenuto, tempo, genius loci: cosa insegna il flop del social audio

Da Clubhouse a Twitter Spaces, i formati audio sui social media non sembrano decollare: proviamo a capire perché.

Social audio Clubhouse Twitter Spaces

Nei primi mesi di quest’anno, l’audio era indicato come un trend fondamentale dei social media del 2021.

Sui media è stata data ampia copertura della novità costituita dall’app di conversazioni Clubhouse, complice probabilmente l’aura di esclusività data dagli inviti e dall’accessibilità limitata ai dispositivi Apple.

Su Twitter venivano lanciati formati specifici: i tweet in formato audio e gli Spaces, stanze di conversazione collocate in alto, sull’app, accanto ai Fleet, una copia delle Stories che l’app aveva lanciato e che ora sta ritirando.

Il fuoco si è spento molto presto: i download di Clubhouse sono in picchiata già da un po’, su Twitter di post audio se ne vedono pochi.

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La cura dei post: così la scienza batte i novax su Facebook

Grazie ad un uso professionale del mezzo, alcune pagine Facebook che si occupano di scienza stanno ottenendo eccellenti risultati in termini di interazioni col pubblico e viralità dei contenuti. Più e meglio di quelle no-vax.

Facebook può essere utile alla campagna vaccinale?

A quasi un anno dall’impatto del Covid-19 sulla nostra quotidianità, si tratta di una domanda pertinente, per tre ragioni. Leggi tutto “La cura dei post: così la scienza batte i novax su Facebook”

I Social e Trump: il deplatforming non cancella la polarizzazione

Gli account social di Donald J. Trump sono stati silenziati, ma il trumpismo è più che vivo mai e si riflette nella capacità di coinvolgimento delle pagine Facebook che sostengono il presidente uscente degli Stati Uniti.

Trump deplatforming polarizzazione

Sui social media la libertà di espressione deve avere un limite?

L’esigenza delle piattaforme di promuovere una “conversazione sana” può prevalere sull’interesse pubblico a conoscere l’opinione di un uomo politico?

Queste domande esistono da tempo. Hanno generato e continueranno a generare un dibattito acceso quanto infinito, caleidoscopico per punti di vista possibili e conclusioni.

L’irruzione violenta di Capitol Hill avvenuta lo scorso 6 gennaio sembra però aver prodotto un punto di svolta irreversibile. Sappiamo ora che le piattaforme sono pronte ad assumere decisioni estreme.

Tuttavia, anche alla vigilia dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, tutte le domande restano aperte. Non soltanto quelle sulla legittimità e sull’opportunità della sanzione verso gli account social di Donald J. Trump, ma anche sull’efficacia in sé della decisione assunta.

Trump e la sua attività social rappresentano plasticamente l’esistenza di una forte polarizzazione nella società statunitense. È questa diminuita, su Facebook, dopo la sospensione della pagina di Trump? Stando ad alcuni dati, sembrerebbe di no.

Trump è scomparso, ma il trumpismo è ancora sulla piattaforma, più vivo che mai per utenti, interazioni e relazioni.

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