Web marketing e Covid-19, Sportelli: “Ora curare fiducia e connessione”

INTERVISTA | L’emergenza del coronavirus ha prodotto uno scenario nuovo per aziende e professionisti: ne discutiamo con Alessandro Sportelli, esperto di Web Marketing.

Immagine intervista Sportelli

Due mesi di chiusura totale per molte attività commerciali. Consumi mediatici stravolti. Impatto di lungo periodo su molti business.

Il Covid-19 è uno shock di sistema che ha prodotto uno scenario nuovo per aziende e professionisti.

Quali indirizzi operativi possiamo trarre da quanto accaduto?

Ne discutiamo con uno dei più importanti esperti italiani di web marketing: Alessandro Sportelli. Autore, imprenditore, animatore di comunità digitali dedicate alle strategie di vendita on line.

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Tik Tok, i brand alla prova della Generazione Z

INTERVISTA | La crescita esponenziale di Tik Tok, la cultura digitale della Generazione Z, i rischi e le opportunità per i brand: ne parliamo con Federico Rognoni, social media manager specializzato su questa piattaforma.

Intervista a Federico Rognoni

Il rapporto Social Media Trends 2020, pubblicato come ogni anno da Hootsuite, lo dice chiaramente. “Tik Tok ha messo al volante la Generazione Z”, quella dei nati dal 1997 in poi, per intenderci. Adesso sta ai brand decidere se allacciare le cinture. Se il loro target è in quella fascia d’età, questa nuova piattaforma video può rappresentare una grande opportunità di visibilità, e in parte già anche di contatto.

Ma Tik Tok non è solo questo. Le clip, i live, la partecipazione alle challenge, l’età media giovanissima degli utenti, ci raccontano anche di un’applicazione ad alto tasso di accesso quotidiano e in cui la percentuale di creatori di contenuto è elevata.

Ne ho parlato con Federico Rognoni, classe 2000, studente di Economia, social media manager specializzato su Tik Tok, in un’intervista che fa il punto su ciò che le aziende interessate devono fare e mette a confronto l’approccio alla dimensione digitale di due generazioni diverse.

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Instagram Live: fare community nell’Italia del coronavirus

Nell’isolamento forzato del coronavirus, il formato dell’Instagram Live sta dando alle persone nuove opportunità di connessione e condivisione.

Instagram Live: community Italia coronavirus

Stasera che danno in tv?

Fino a qualche anno fa, verso ora di cena ci chiedevamo questo. Poi è arrivata la banda larga, la web tv, la programmazione on-demand e ora ci sono i palinsesti personalizzati: cosa danno importa meno, spesso possiamo deciderlo noi.

Ed ora che il coronavirus ci ha costretti a trascorrere ulteriore tempo in casa e ad appoggiarci agli smartphone per lenire la solitudine, si vanno ancor più consolidando le nuove centralità nelle piattaforme mediatiche e nei dispositivi di fruizione. Alcuni giorni fa, Facebook ha fotografato questa situazione con alcuni dati: da quando è iniziata l’emergenza, in Italia il tempo di presenza sulle varie app della piattaforma è aumentato del 70% e sono raddoppiate le views delle dirette Facebook e Instagram.

Niente di nuovo a livello di formati: i live esistono da anni. Ma nell’isolamento forzato, il valore di ogni consumo mediatico digitale è amplificato dall’opportunità di poter interagire con gli altri. E a un’inedita quotidianità sono corrisposte nuove domande. Come questa, irridente, di Selvaggia Lucarelli: che danno oggi su Instagram? Quali Instagram live ci sono?

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Facebook marketing | Marchetto: «La polarizzazione svanirà. Resterà la comunità»

INTERVISTA | Chi è il social media manager del 2020? È un professionista che sa tradurre l’obiettivo dell’azienda in un obiettivo dell’algoritmo. Che sa perfettamente come pensa e come parla il suo target. E che quindi sa qual è la leva emotiva che gli farà fermare il dito durante lo scrolling. A tu per tu con Enrico Marchetto, autore del nuovo manuale Apogeo di advertising su Facebook e Instagram.

Enrico Marchetto, «Facebook e Instagram Strategie per una pubblicità che funziona»

Cosa significa leggere un libro di Facebook marketing oggi?

Prima di tutto, significa investire tempo su sé stessi, sulla propria formazione, sull’aggiornamento. Tempo libero sottratto ad affetti, passioni e relax, per fare meglio il proprio lavoro.

Ecco perché, dato il già elevato numero di manuali in circolazione, per gli autori e gli editori il primo imperativo morale è l’utilità. Il patto con il lettore consiste nel proporre libri scritti in modo chiaro e fruibile, scanditi da concetti e tecniche di immediata applicazione.

In tal senso “Facebook e Instagram Strategie per una pubblicità che funziona”, scritto da Enrico Marchetto per Apogeo, è un esempio di libro che rispetta appieno il lettore e i suoi diritti.

L’autore cerca da subito di stabilire un rapporto paritario con chi è dall’altra parte del foglio, che sa essere qualcuno che ha una necessità di conoscenza professionale della piattaforma di inserzioni Facebook e Instagram. E spiega, punto per punto, la sua visione sull’advertising nell’ecosistema Facebook: partendo sempre da casi concreti e mostrando come l’approccio strategico corretto possa valere tanto per la gelateria di quartiere quanto per il brand di fama mondiale.

Ho avuto occasione di farci due chiacchiere e ci siamo soffermati sia su alcuni passaggi-chiave del testo che su alcune questioni epocali che riguardano il gigante di Menlo Park. Accompagneremo l’intervista con alcune immagini di richiamo diretto al libro. Leggi tutto “Facebook marketing | Marchetto: «La polarizzazione svanirà. Resterà la comunità»”

“Meno è meglio”: parla Dario Adamo, social media manager di Giuseppe Conte

Fare comunicazione politica sui social senza gridare, il rapporto con i media tradizionali, il ruolo crescente di Instagram: intervista a Dario Adamo, social media manager del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Il protagonista di questa legislatura è stato, finora, Giuseppe Conte.

Ordinario di diritto privato all’Università di Firenze, neofita della politica, a maggio 2018 è stato indicato dal Movimento 5 Stelle come figura super partes per la Presidenza del Consiglio del governo giallo-verde. Da allora, grazie anche a uno stile comunicativo sobrio e per molti aspetti in controtendenza rispetto a quello degli altri leader, ha conquistato il rispetto dei partiti e il gradimento dei sondaggi, divenendo una pedina insostituibile anche nel nuovo esecutivo M5S-PD.

In un tempo contraddistinto da slogan gridati e da una dinamica di scontro permanente, qual è la strategia di comunicazione social di Giuseppe Conte?
Ne parliamo con il suo social media manager, Dario Adamo.

Già responsabile web e social media al gruppo M5S del Senato nella passata legislatura, Dario Adamo ha gestito i canali di Luigi Di Maio durante la campagna elettorale per le politiche 2018 e ha poi curato quelli ufficiali di Giuseppe Conte sin dalla loro apertura.

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Il leader e i Social, Palmieri: “Berlusconi non ama esibire il suo privato, Salvini sì”

Intervista ad Antonio Palmieri, esperto di marketing politico e responsabile delle campagne elettorali di Silvio Berlusconi dal 1993: la leadership politica e i social media.

Antonio Palmieri è un deputato di Forza Italia ed è uno dei più importanti esperti italiani di marketing politico tradizionale e on line. E’ stato a fianco di Silvio Berlusconi in tutte le sue campagne elettorali e pertanto, in occasione delle elezioni del 4 marzo, è stato alle prese con una delle più ardue sfide di comunicazione: traghettare un leader fortemente identificato con la tv, la regina dei media tradizionali, nell’era della propaganda politica via social media.

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Le ONG e l’odio sui Social, Action Aid: “Su Facebook le persone scelgono da che parte stare”

Le ONG e i Social Media al tempo delle fake news e dell’hate speech: intervista a Paolo Chiovino, Head of Digital Communication Action Aid Italia.

Diffusione di notizie false.

Hate speech, ovvero odio, insulti, violenza verbale.

Fortissima polarizzazione delle opinioni politiche, favorita anche dall’algoritmo.

Una policy di piattaforma ancora inefficace e a tratti paradossale, per la quale, ad esempio, una foto di nudo “viola gli standard della comunità”, mentre un contenuto xenofobo è ammesso in nome della libertà di espressione.

Facebook è da mesi nell’occhio del ciclone perché è il luogo dove più chiaramente emergono le controindicazioni della disintermediazione digitale, e per chi comunica valori come Solidarietà, Accoglienza, Apertura al diverso, la piattaforma di Mark Zuckerberg non dev’essere certamente un luogo facile per raccontarsi. Ne ho parlato con Paolo Chiovino, Head of Digital Communication Action Aid Italia, affiliata italiana di ActionAid, una ONG internazionale operante in 66 paesi.

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Social Media, Cepernich: “Caratterizzeranno la comunicazione politica per molto tempo”

“Non si tornerà indietro dal nuovo assetto dei media. Ma il consenso, populista o no, non può essere inteso semplicemente come il prodotto di tecniche e di tecnologie”

Grandi Capitali della disinformazione e della propaganda.

Piattaforme sovranazionali che possiedono i nostri dati e sono in grado di condizionare democrazie ed elezioni.

Mezzi di comunicazione in cui la gerarchia delle fonti viene sovvertita dall’orizzontalità della relazione e dalla disintermediazione della notizia.

Dalla vittoria di Donald Trump all’ascesa dei movimenti populisti in Europa, i nuovi media sono sempre più spesso indicati quali responsabili del sommovimento politico cui assistiamo. Colpevoli della catastrofe secondo molti, alfieri del cambiamento per altri.

Dov’è il punto di equilibrio da cui analizzare il nuovo panorama comunicativo?

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“No social, no government”: i social media e la PA secondo Roberto D’Alessio

Intervista a Roberto D’Alessio, Social Media Strategist di Roma Capitale

“Over sixty digital native and social media strategy comunicazione della pubblica amministrazione #interazione #innovazione …no #social? no government”

Si racconta così Roberto D’Alessio sulla bio del suo account professionale su Twitter, ed in effetti le sue risposte non tradiscono le aspettative: social media strategist di Roma Capitale, D’Alessio è di fatto un impiegato pubblico atipico per certi versi e tradizionalista per altri, un innovatore istituzionale. Leggi tutto ““No social, no government”: i social media e la PA secondo Roberto D’Alessio”

Real-time, contaminazione, engagement: Paul Rogers racconta i social della Roma

INTERVISTA – Paul Rogers, Head of Digital & Social AS Roma: “sui social hai bisogno di poter reagire in tempo reale ed esprimere le emozioni del momento”

Italia, Roma, Stadio Olimpico, ore 22.34 del 10 aprile 2018.

Sul campo di gioco è appena terminato il quarto di finale di ritorno di Champions League e si è materializzato ciò che a livello sportivo era dato per impossibile: reduce da una sconfitta per 4 a 1 a casa degli avversari otto giorni prima, la Roma ha appena battuto 3 a 0 il Barcellona ed è ufficialmente tra le prime quattro squadre d’Europa della stagione. Ha sconfitto una delle grandi favorite a vincere la Champions League 2018 ed è ufficialmente in semifinale.

Parte da lì, da quei momenti la nostra chiacchierata con Paul Rogers, Head of Digital & Social Media dell’AS Roma.

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