Twitter vs Trump: una guerra che richiede trasparenza e coraggio

A pochi mesi dalle presidenziali è guerra aperta tra Donald Trump e Twitter. In ballo c’è la natura stessa dei social media e il loro ruolo nel dibattito pubblico.

Twitter versus Donald Trump

“Get the facts about the mail in ballots”, scopri i fatti riguardanti il voto per posta.

Attorno a questa frase, che Twitter ha apposto alcuni giorni fa su un post di Donald Trump, si è innescato lo scontro più aspro che si ricordi tra un leader politico mondiale e un social media.

La battaglia che si è aperta è epocale e alla piattaforma di Jack Dorsey richiederà uno sforzo considerevole di trasparenza e coraggio nelle proprie scelte.

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Le ONG e l’odio sui Social, Action Aid: “Su Facebook le persone scelgono da che parte stare”

Le ONG e i Social Media al tempo delle fake news e dell’hate speech: intervista a Paolo Chiovino, Head of Digital Communication Action Aid Italia.

Diffusione di notizie false.

Hate speech, ovvero odio, insulti, violenza verbale.

Fortissima polarizzazione delle opinioni politiche, favorita anche dall’algoritmo.

Una policy di piattaforma ancora inefficace e a tratti paradossale, per la quale, ad esempio, una foto di nudo “viola gli standard della comunità”, mentre un contenuto xenofobo è ammesso in nome della libertà di espressione.

Facebook è da mesi nell’occhio del ciclone perché è il luogo dove più chiaramente emergono le controindicazioni della disintermediazione digitale, e per chi comunica valori come Solidarietà, Accoglienza, Apertura al diverso, la piattaforma di Mark Zuckerberg non dev’essere certamente un luogo facile per raccontarsi. Ne ho parlato con Paolo Chiovino, Head of Digital Communication Action Aid Italia, affiliata italiana di ActionAid, una ONG internazionale operante in 66 paesi.

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La guerra giusta di Twitter ai profili fake

Twitter sta sospendendo milioni di profili fake ed è una buona notizia: anche a costo di perdere utenti, punta alla qualità della piattaforma

Alcune settimane fa, su Twitter, ho avuto una conversazione con un giornalista riguardante lo stato di salute della piattaforma di San Francisco.

In un suo tweet aveva osservato la comparsa di una serie di account e di commenti ai suoi tweet ogniqualvolta nominasse un determinato personaggio politico.

Nel thread generato da questo tweet, interessante e partecipato, sono seguite da parte mia alcune domande, per capire meglio si trattasse di automazione o di profili rispondenti a persone vere.

In un tweet sostenevo: “il fatto che siano network di persone reali è in sé un punto positivo per la piattaforma”. E dunque ora non posso che applaudire alla notizia diramata alcuni giorni fa dal Washington Post: negli ultimi due mesi, Twitter ha sospeso più di 70 milioni di account. Leggi tutto “La guerra giusta di Twitter ai profili fake”