Governo neutrale: come contaminare una conversazione social

“Ritengo in queste condizioni che sia più rispettoso della logica democratica che a portare alle elezioni sia un governo non di parte. Dai partiti fino a pochi giorni addietro è venuta più volte la richiesta di tempo per raggiungere intese. Può essere utile che si prendano ancora del tempo per approfondire il confronto tra di essi e per far maturare, se possibile, un’intesa politica per formare una maggioranza di governo, ma nel frattempo, in mancanza di accordi, consentano attraverso il voto di fiducia che nasca un governo neutrale, di servizio. Un governo neutrale rispetto alle forze politiche”.

Con queste parole, al termine delle consultazioni tenute nella giornata di lunedì, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha di fatto lanciato una possibile exit strategy al vicolo cieco istituzionale generato dalle recenti elezioni politiche. Come prevedibile, la posizione del Quirinale ha avuto una eco mediatica pressoché istantanea, anche sui social, producendo un picco conversazionale in tempi estremamente rapidi, qui raffigurati dalla grafica del tool Talkwalker.

Il flusso è stato immediatamente condizionato da una replica politica: quella di Giorgia Meloni. Secondo il tool, è la leader di Fratelli d’Italia la principale influencer del topic “governo neutrale”. Un posizionamento acquisito grazie a questo tweet, che rimanda a un post più articolato su Facebook:

Stando a Talkwalker, oltre alla parlamentare FdI questi sarebbero gli autori più importanti attivi sul topic: l’agenzia Askanews, il sito Termometro Politico e il portale di news zazoom.info.

Stando sempre alle valutazioni di Talkwalker, su un totale di 732 post in cui si menziona il topic, la gran parte sarebbero di sentiment neutro e solo un residuo 6% sarebbe connotato negativamente; assente, in ogni caso, la rilevazione di contenuti a carattere positivo.

La Meloni nelle ore seguenti continuerà ad attaccare la proposta di Mattarella, associando il governo neutrale all’esperienza dell’esecutivo guidato da Mario Monti.

Col risultato che i primi due risultati social rilevati dal tool, quelli più importanti, non sono neutri ma entrambi di connotazione negativa.

Subito dopo il tweet della Meloni, il tool riporta infatti il tweet dell’account @intuslegens, “Il Sofista”, che risponde con asprezza alla proposta del Quirinale.

Il tweet è stato poi cancellato: viene rilevato da Talkwalker, ma risulta irraggiungibile. Tuttavia, come detto, si posiziona in cima ai post social più influenti e possiamo notare come condizioni fortemente la word cloud riguardante il topic.

Parole come “inculato”, “golpe”, “parruconi”, “masturberanno” risultano tuttora in primo piano, ben visibili.

L’ultima bordata è di poco fa, twittata dal politico Francesco Storace.

Quello a cui abbiamo assistito è un esempio da manuale di occupazione “politica” di un tema, appropriazione e connotazione semantica: ne abbiamo parlato anche in occasione del report finale di #RecapElezioni18,  con i concetti di persistenza ed egemonia sui temi. I social sono piattaforme di conversazione: se un influencer si appropria di una conversazione, la condiziona, dando alla sua posizione un peso molto rilevante nella discussione pubblica. Questo si ottiene naturalmente grazie a un’influenza pubblica costruita nel tempo, nonché attraverso un posizionamento tempestivo sul topic in questione. Nella massa critica delle conversazioni questa strategia è però molto efficace. Tanto da riuscire a connotare negativamente ciò che per sua natura nascerebbe neutro, come appunto un “governo neutrale”.

Marco Borraccino

 

Domani si vota, carte mischiate su Twitter

Ultimo giorno di campagna elettorale e, come tradizione vuole, è giornata che fa storia a sé, tanto sulle metriche dei tweet quanto su quelle dei canali. Ed ecco, accanto ai top tweet di Carlo Calenda e Luigi Di Maio, l’intensificazione delle attività e dei retweet anche per Matteo Renzi e più in generale una presenza molto più visibile degli elettori Pd su Twitter. L’hashtag #VotoPDperché si colloca a metà pomeriggio tra i trending toopic della piattaforma: è stata, evidentemente, organizzata una tweet-storm proprio per l’ultimo giorno di campagna elettorale e molto si potrebbe discutere di un’iniziativa di questo tipo proprio in corrispondenza con la fine di questo periodo, soprattutto dopo una sostanziale assenza del segretario del Pd dai flussi quotidiani della piattaforma.

Da evidenziare nella colonna di sinistra di Twitter a metà pomeriggio del 2 marzo  anche la presenza del topic “Elsa di Frozen”: è l’effetto delle dichiarazioni polemiche di Salvini verso l’eventualità che l’eroina Disney diventi lesbica in una delle future produzioni di animazione. Molti utenti su Twitter hanno tratto l’argomento, per lo più con toni ironici verso la presa di posizione del leader della Lega.

Per sapere cos’è #RecapElezioni18, leggi qui.

Marco Borraccino

Meno due alle elezioni: il governo di Di Maio è trending topic su Twitter

Abbiamo già rilevato alcuni giorni fa la capacità del Movimento 5 Stelle di utilizzare Twitter in una chiave di mobilitazione di network sui propri temi e la conseguente forza nell’imporre sui Trending Topic le proprie campagne. A pochi giorni da #Convergisulvincolo, ecco un’altra occasione in cui il Movimento 5 Stelle ha saputo collocarsi sulla agognata colonna di sinistra della piattaforma: #GovernoPatrimoniodelPaese. Ecco uno scatto dal pomeriggio di ieri.

La spiazzante iniziativa del Movimento 5 Stelle (l’annuncio della lista di ministri di un eventuale esecutivo 5 Stelle prima del responso delle urne) attira l’attenzione anche degli altri contendenti, da Matteo Renzi, che rilancia un vecchio video del candidato all’Istruzione, a Laura Boldrini, che sottolinea l’irritualità costituzionale dell’annuncio di Luigi Di Maio.

Interessante, a tal proposito, rilevare anche che a poco vale in termini di mobilitazione complessiva della piattaforma e di posizionamento nei trending topic un’attività ipertrofica come quella di Matteo Salvini.

Nei top tweet si impone nuovamente una replica di Laura Boldrini a Matteo Salvini: una rivalità politica e social da cui, molto probabilmente, entrambi stanno traendo grande giovamento presso il rispettivo target elettorale.

Per sapere cos’è #RecapElezioni18, leggi qui.

Marco Borraccino

Twitter nella campagna elettorale 2018: l’egemonia di centrodestra

Presidiare per imporre: è una delle chiavi di lettura della presenza politica su Twitter che abbiamo individuato dall’inizio di questa campagna elettorale. E’ infatti il presupposto irrinunciabile per fare egemonia nel dibattito sulla piattaforma, creare volume, engagement, condivisioni e quindi flusso sui propri temi, sulle proprie parole d’ordine, sulle proposte del proprio partito.

Nel leggere le infografiche di questi mesi, è senz’altro emerso come il centrodestra sia stato in questa campagna elettorale molto più attivo degli altri nel perseguire questa strategia e questi risultati. I tweet di Giorgia Meloni e Matteo Salvini sono stati assai spesso nella parte destra dell’infografica che vedete sopra, quella sui temi nei tweet dei leader, evidenziando una capacità di catalizzare l’attenzione e di creare flusso che centrosinistra e sinistra hanno avuto molto meno.

Naturalmente, per chi ha compitato quotidianamente questo monitoraggio la grande domanda di queste ore è se e quanto il feed di Twitter corrisponda soltanto a un’enorme bolla mediatica, oppure se invece il grosso lavoro fatto dagli staff di comunicazione sia effettivamente rappresentativo di una potenza di fuoco che ha penetrato anche gli altri media e, attraverso questi ultimi, le coscienze delle persone. Poche ore ormai e il quesito in qualche modo avrà una risposta.

Le infografiche sulle metriche quantitative del resto hanno sottolineato sempre una netta predominanza di flusso del centrodestra, con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini preponderanti per volume di attività e di condivisioni.

Per sapere cos’è Recap Elezioni 18, leggi qui.

Marco Borraccino

Renzi e Twitter: occasione persa della sua comunicazione 2018?

[Si segnala l’uscita sul Fatto Quotidiano del quarto articolo sul monitoraggio #RecapElezioni18, dedicato alla strategia Twitter di Luigi Di Maio e Danilo Toninelli: Elezioni e social /4 – I Cinquestelle su Twitter: tra blitz e autarchia, restano isolati sulla loro agenda ]

Meno tre giorni al termine della campagna elettorale e assistiamo, nelle infografiche di oggi, alla dimostrazione di quella che potrebbe rivelarsi, da un punto di vista meramente comunicativo, una delle occasioni mancate di questa campagna elettorale, ovvero una presenza più incalzante di Matteo Renzi sulla piattaforma.

Al di là del top tweet del giorno, infatti, riceve ottimi riscontri di interazione anche il post di risposta al fumettista Gipi: oggetto dell’attività Twitter del segretario del Pd, i mancati confronti televisivi con i leader degli altri partiti.

I post a più alto tasso di condivisione del giorno riguardano la campagna del Movimento 5 Stelle, le nuove schermaglie dialettiche tra Matteo Salvini e Laura Boldrini, il posizionamento sul gender di Giorgia Meloni.

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Marco Borraccino

Twitter verso il 4 marzo: il senso di Salvini per il like

All’approssimarsi della fine della campagna elettorale, uno degli interrogativi più interessanti sul piano della comunicazione social è verificare quale riscontro di consensi veri, reali, nel Paese avrà la strategia di engagement del leader della Lega Matteo Salvini. Nell’osservare quotidianamente per 45 giorni le metriche di Twitter, si rileva che Salvini è stato infatti costantemente in alto tanto nell’algoritmo quanto nelle metriche quantitative, postando molto spesso il tweet a performance più alta della giornata, oppure occupando la piattaforma con un intenso flusso di tweet. Tema su cui, dai dati di Recap Elezioni 18, si è scritto anche su il Fatto Quotidiano.

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Marco Borraccino

Berlusconi e Twitter, una transizione incompiuta

Oggi partiamo dall’analisi delle metriche quantitative, per affrontare uno dei paradossi social di questa campagna elettorale: l’intensa attività su Twitter di Silvio Berlusconi. Paradosso perché, nonostante la quantità di tweet pubblicata sia quotidianamente molto alta e la percentuale di engagement della sua fan base molto positiva, in tutta la campagna elettorale non abbiamo ancora visto un top tweet da parte del leader di Forza Italia, una “zampata” in grado di catalizzare consensi sulla piattaforma e collocare un suo tweet in cima all’algoritmo. Vari fattori concorrono alla situazione:

  1. lo staff di Silvio Berlusconi ha aperto un canale Twitter da relativamente poco tempo, ottobre 2017;
  2. il canale ripropone quanto Berlusconi dichiara in tv o negli eventi pubblici: si percepisce l’assenza di “autenticità” nei contenuti;
  3. Berlusconi si tiene alla larga dai temi caldi del giorno, su cui interviene solo dopo aver ponderato il posizionamento e il messaggio: un approccio completamente diverso da quello dei suoi alleati di coalizione Salvini e Meloni

Risultati molto diversi da quelli, ad esempio, ottenuti nello stesso periodo da Carlo Calenda, che pur partendo da condizioni simili a quelli di Berlusconi ha puntato con decisione su interazioni dirette con gli utenti e ha probabilmente fruito dell’opportunità di poter intervenire su vertenze aziendali esplose in queste settimane, come Embraco e Ideal Standard.

In una giornata priva di duelli particolarmente rilevanti su Twitter, emergono i tweet dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle sui primi nomi della squadra di governo da proporre agli elettori e sul proseguimento della campagna di centrodestra sull’abbassamento della pressione fiscale.

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Marco Borraccino

Dalla rete alle piazze, passando sempre per Twitter

Meno sette giorni alle elezioni politiche. Una settimana al voto che in tanti, leader politici e cittadini ancor di più, attendono da cinque anni. Ieri i toni già molto accesi di queste ultime settimane si sono spostati dalla rete e dai media tradizionali a tante piazze, di colore politico diverso, passando comunque, sempre, per Twitter e i suoi flussi conversazionali. Dirimente, in tal senso, notare innanzitutto che se la sfida complessiva sul volume di owned media, ovvero generati dall’attore primario dell’hashtag, viene vinta senza ombra di dubbio alcuno da Matteo Salvini e dal suo #Primagliitaliani, il primato degli earned media, ovvero guadagnati sul campo nel complesso delle menzioni social, va invece alla manifestazione #Maipiùfascismi, trending topic nazionale ieri pomeriggio alle 16.50.

La medaglia dei top tweet per engagement della giornata va a Matteo Salvini e al suo giuramento di piazza “sulla Costituzione e il Vangelo” e sul rilancio Twitter del video con cui Giorgia ha risposto a Laura Boldrini sulla legalità del fascismo.

Le metriche quantitative danno invece per vincitori Matteo Salvini e Carlo Calenda, con due primi posti ciascuno nei parametri in monitoraggio.

In conclusione, si segnala nuovamente l’articolo pubblicato ieri sul Fatto Quotidiano, concernente il posizionamento Twitter del leader della Lega Matteo Salvini emergente dai dati di #RecapElezioni18“Elezioni e social /3 – Martellamento, patria e sfottò: così Salvini si è imposto su Twitter”.

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Marco Borraccino

Twitter e le elezioni 2018: Piombino, Juncker, Trump, local e global

Segnaliamo, innanzitutto, il terzo articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano dai dati #RecapElezioni18: oggi analizziamo gli ottimi dati di engagement che Matteo Salvini sta ottenendo in questa campagna elettorale. E veniamo alla giornata di ieri, di cui sottolineiamo in particolare il mix di temi, local e global: le acciaierie di Piombino, le dichiarazioni di Juncker sul pericolo di instabilità dell’Italia, le provocazioni di Donald Trump sulle armi agli insegnanti. Interessante rilevare, nel primo caso, la differenza di approccio al tema fra Carlo Calenda e Matteo Salvini.

Per quanto riguarda i tweet a più alta performance della giornata, per il tero giorno di seguito si impongono Laura Boldrini e Luigi Di Maio, a conferma di un sostanzioso riequilibrio delle forze in campo nelle ultime settimane.

Per quanto riguarda invece i parametri quantitativi, accanto all’intensa attività di Silvio Berlusconi emerge anche la capacità di intercettae l’engagement da parte di Carlo Calenda, ieri primo per RT ottenuti sulla piattaforma.

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Marco Borraccino

Twitter, i #rudimenti di Boldrini disinnescano Salvini-Trump

Una delle chiavi di lettura della campagna elettorale che stiamo monitorando su Twitter è senz’altro costituita dalla trumpizzazione di Matteo Salvini. Il suo dileggio dell’avversario è metodico quanto rispondente alle aspettative della sua audience sui social: una strategia che ripercorre i passi percorsi da Donald Trump poco più di due anni fa, quando con i suoi tweet mordaci si faceva beffe di Hillary Clinton e degli altri suoi avversari, politici e non. Lo stesso sta facendo in queste settimane Matteo Salvini. E la presidente della Camera Laura Boldrini è una delle “vittime sacrificali” più frequenti della sua ironia. Il gioco, tuttavia, è ormai ampiamente scoperto, e il tweet di risposta della Boldrini, con tanto di hashtag #rudimenti relativo alla sua campagna per l’antifascismo, riscuote le top performance di RT e Likes della giornata.

Prosegue, nel frattempo, anche il recupero di posizioni su Twitter di Luigi di Maio, che dopo #Convergisuldimezzamento sta mettendo in campo una seconda campagna social ad alto riscontro di performance, #Convergisulvincolo. L’hashtag riscuote successo ed entra tra i trending topic nazionali della giornata.

Nel resto del campo, cercano di muoversi per portare acqua al proprio mulino anche Matteo Renzi e Carlo Calenda, che promuovono anche su Twitter i dati positivi sul fatturato e gli ordini del comparto industriale italiano. Giorgia Meloni e Matteo Salvini proseguono invece il loro fuoco di fila quotidiano sui temi dell’immigrazione e della violenza politica, con particolare riferimento ai centri sociali e alle accuse di Amnesty International nei confronti della leader di Fratelli d’Italia.

Per sapere cos’è Recap Elezioni 18, leggi qui.

Marco Borraccino